Vanni Santoni intervista le Free Press fiorentine: se la Voce ora è gratis

Ieri il Corriere Fiorentino ha pubblicato, sia online che sul cartaceo, un interessante excursus di Vanni Santoni all’interno del panorama delle riviste fiorentine. Qualche tempo fa ci ha contattato per un intervista al nostro direttore editoriale Carlo Benedetti che abbiamo deciso di riproporvi di seguito in versione integrale. Se volete seguire Santoni nel suo viaggio all’interno del mondo free press fiorentino, leggete anche le interviste che ha fatto a Lungarno, Ful e RiotVan, Florence is you. Buone letture.

corriere fiorentino

Quando e come nasce Con.tempo?

con.tempo nasce a fine 2013, ma ci abbiamo messo qualche mese per il primo numero, il #numerozero, che è uscito a maggio 2014. Sul come, le cose si fanno più nebulose: come spesso succede, è partito tutto da qualche birra di troppo e un paio di amici che fantasticano di come sarebbe bello leggere una rivista di soli racconti. Con la differenza che non abbiamo più smesso e, per strada, siamo riusciti a convincere una redazione intera che non solo era un buon progetto, ma che poteva effettivamente funzionare. L’idea alla base è semplice: scegliere dei racconti e lavorare con gli autori con un editing vero, fatto con tutta l’attenzione necessaria. Se non possiamo pagarli, almeno gli dobbiamo la soddisfazione di vedere il proprio racconto analizzato, smontato e rimontato, si spera, in meglio. A quel punto è stata solo questione di non arrendersi davanti alle classiche difficoltà, tra le quali: chi paga la tipografia?

 

Come definireste la vostra linea editoriale?

Se fossi uno bravo a fare slogan, direi: spazio più che contenuto. Non vorremmo che i racconti pubblicati fossero tutti affini a una linea editoriale forte. Non cerchiamo di portare avanti un discorso poetico unitario, sarebbe arrogante. Cerchiamo, invece, di dare spazio a quello che ci sembra adeguato alla realtà odierna, al narrare per i lettori di oggi, con le sue molteplici diramazioni e stili. Certo, per quanto collegiale, la redazione ha dei suoi gusti e le nostre scelte ne sono inevitabilmente influenzate, ma cerchiamo di controbilanciare con il pluralismo dei temi affrontati. A partire dall’idea, però, che esista un grado di scrittura, di stile, accettabile al di sotto del quale non scendiamo.

 

Quante copie distribuite oggi? Dove?

con.tempo è stampato in 999 copie numerate a mano. L’idea è, poiché non saremo mai grandi, scegliamo di essere piccoli. Volevamo creare un oggetto bello, anche esteticamente, ben curato, e per questo ad ogni uscita chiediamo ad un artista, grafico, illustratore diverso di immaginare visivamente le nostre storie. Quasi un oggetto d’arte che però è in distribuzione gratuita: un tentativo di creare un mini-corto circuito che possa interessare. Le copie sono disponibili nelle biblioteche, nelle librerie e nelle librerie-café di Firenze e della Toscana (sul nostro sito www.contempo.cc la lista completa per ogni uscita).

 

Vanni santoni alla presentazione del #numero1 di con.tempo
Vanni santoni alla presentazione del #numero1 di con.tempo con Elisa Zuri e Carlo Benedetti di con.tempo

Da quante persone si compone la redazione?

14 fra librai, attori, studenti, ricercatori, giovani professori universitari e redattori di professione. Un gruppo che lavora per il gusto e la passione di farlo, come volontari.

 

Quali sono le attività collaterali legate alla rivista, se ve ne sono?

Quest’anno abbiamo partecipato insieme a Marco Vichi e Lorenzo degl’innocenti alla rassegna di letture “Quaderni”: racconti brevi ad alta voce al teatro Puccini, ancora in corso. E, ovviamente, organizziamo cene, aperitivi, serate con letture dal vivo dei nostri racconti per finanziare i prossimi numeri. A Settembre, insieme a tante altre associazioni Fiorentine e non solo, vorremmo puntare a qualcosa di più grande: una due giorni sulle riviste e la scrittura. Ma ancora è troppo presto per parlarne.

 

Come vi finanziate? Che % dei costi è coperto dalle inserzioni?

Ci finanziamo come fanno tutte le associazioni culturali: soci, donazioni, raccolta fondi, buona volontà. Sulla rivista tentiamo di tenere le inserzioni al minimo per non rovinare l’idea di ‘oggetto estetico’. Forse un 30% delle donazioni che riceviamo deriva da quelle. Il resto è sostegno di chi crede nel progetto.

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