Thomas Green. La scrittura è lettura

di Alberto Di Matteo

Se è vero, come è vero, che un autore non è tutto nelle sue opere, cerchiamo di conoscere Thomas Green, autore del racconto “Il discrimine”, pubblicato sul #numerotre di con.tempo. Cominciamo da nome e cognome: Thomas Green. Uno pseudonimo o tradisce origini non italiane?

Uno pseudonimo che tradisce origini non italiane. Scrivere nella lingua madre, che non è la lingua padre. Nella realtà le persone si muovono e possono, persino, avere una doppia cittadinanza. O nessuna. O averne di finte.

 

Cosa è per lei la scrittura? Passione? Divertimento? Ambizione? Sogno? Professione? O tutte queste cose insieme?

Lettura. La scrittura è lettura restituita attraverso segni su un foglio. Si legge con i sensi e si restituisce scrivendo, almeno nel mio caso.

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Sempre difficile autodefinirsi, ma se lei dovesse definirsi con la breve descrizione di un personaggio letterario, cosa scriverebbe? Le chiedo uno sforzo di sintesi estrema…

Scriverei: Un picchio. Tump, tump.

 

Nel suo racconto si citano alcune opere di Stephen King. E in effetti nella sua scrittura sembra esserci qualcosa della ossessività dell’autore americano e di certa narrativa horror. Ci si riconosce? E quali altri autori influenzano il suo scrivere?

In questo racconto le opere di King dovrebbero aprire delle porte, incuriosire, se poi si notano altre influenze, di tipo narrativo, ok. Non mi ci riconosco, ma spesso uno sguardo esterno nota qualcosa invisibile a noi. Potrei citare autori e autrici per me importanti, ma che il mio scrivere abbia tracce di loro influenze dubito, non sono così bravo.

 

Dove scrive di solito? Ha un suo luogo preferito? E preferibilmente in quale parte della giornata? Ha qualche piccolo grande rituale prima dopo o durante l’atto di scrivere?

Alla scrivania, al computer, nello studio, quando la testa è pronta, a volte anche se non è pronta. Ma può capitare di scrivere altrove, magari a mano. Nessun rituale.

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Nel suo racconto si sceglie di raccontare una storia, per così dire, di violenza domestica dal punto di vista di un ragazzo di 12 anni: perché tale scelta?

È nato così.

 

E allora da quale suggestione, spunto o immagine è nato Il discrimine?

Dalla parola “discrimine”. Poi è venuto il rumore, quindi il ragazzino, etc. La scelta si è mostrata durante la scrittura, non prima.

 

Se rivede, rimaneggia e ri-scrive le sue opere, quanto e come ri-scrive?

Rileggo e ri-scrivo abbastanza, parole, frasi, brani, pagine, punteggiatura, cambio, sposto, aggiungo, cancello. Faccio leggere a persone fidate, le ascolto. Approfitto e ringrazio le persone di con.tempo che hanno lavorato al racconto con me: Silvia, Valentina, Carlo.

 

Può dirci qualcosa del prossimo racconto che scriverà?

Un racconto a quattro mani. L’altro autore è Alberto Di Matteo. È un’intervista. Sta volgendo al termine… Adesso. Fine.

p.s.: del racconto dopo questo non so ancora niente. È che mi scrivono così.

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