Rosanna Franceschina. Scrivere l’è bello, ma una gran fatica.

di Sergio Villani

Visto che è la tua ‘prima volta’ con con.tempo, racconta qualcosa che ci permetta di conoscerti!

Quante pagine ho a disposizione per rispondere? Ci conosciamo mai abbastanza? Qualche anno fa, per esempio, non avrei mai pensato di partecipare a un concorso e adesso che l’ho fatto… ne sono addirittura entusiasta. Mi sono sempre sentita un po’ datata per queste cose. Poi ho pensato che forse sono ancora giovane nel cuore da permettermi di farlo. Lavoro e sto fuori casa per più di dodici ore al giorno, a volte per sette giorni e mi sforzo di trovare del tempo per leggere, camminare e soprattutto scrivere. In auto penso molto e tantissime volte le idee migliori mi vengono mentre faccio la coda o guido. Devo aprire i finestrini per lasciare uscire i pensieri, altrimenti non respiro! Ho due figli che amo e che sono stati per me, in alcuni momenti, l’unico motivo per cui mi sono alzata dal letto. Volevo fare l’insegnante e andare all’università ma ho avuto un mutuo sulle spalle troppo presto, invece che uno zaino per andare in giro per il mondo come si dovrebbe fare a quell’età. Ho scritto tanto ma non ho mai avuto la voglia (forse dovrei scrivere ‘il coraggio’) di farle leggere a qualcuno, tanto meno un pubblico giudicante. Un giorno, però, si è aperto il cassetto dei sogni ed eccomi qua.

cappello

Come è nato il tuo desiderio di scrivere e da cosa prendi spunto?

Il desiderio di scrivere non so come è nato, ma so che ce l’avevo ancora prima di imparare a scrivere. Immaginavo storie e poi tracciavo onde appuntite su fogli e quaderni; ancora oggi è così, mi appaiono immagini, sento frasi, avverto odori e allora mi metto davanti al computer e lascio che le mie dita picchiettino veloci sulla tastiera, intravedendo appena le parole che appaiono sullo schermo. Il più delle volte, quando sento che la storia mi piace, che sta prendendo corpo, avverto una frenesia difficile da trattenere e non vedo l’ora di continuare!

 

Il racconto che ci hai inviato era già pronto oppure lo hai plasmato sul tema proposto da con.tempo?

L’ho lasciato venire in superficie per con.Tempo. Ho pensato alla scena di questa donna, della persona che la chiama, un essere umano che esiste e non appare se non con un piccolo gesto che rende grande il bisogno. Ho sentito che mi venivano i brividi, sentivo tenerezza, una sorta di com-passione per questi personaggi e allora ho cominciato a scrivere.

 

Prendo spunto dalla tua storia e ti chiedo: hai mai raccontato almeno una bugia per aumentare la tua visibilità?

Sicuramente! Anche se adesso non ne ricordo alcuna. Ho sempre avuto una vita ricca di episodi particolari, credo invece di aver coperto delle verità per essere meno visibile. Non credo di esserci riuscita bene.

con gemma tagliata

Un aggettivo per descrivere la protagonista del tuo testo?

Non so se la protagonista è la persona o la storia della solitudine. La donna è tormentata da troppi pensieri e non ha trovato la sua strada. Ci sta lavorando e io le darei fiducia.

 

Preferisce vivere la tua vita da prima attrice o, appunto, dietro le quinte?

Alcune volte sto dietro le quinte, ma non ci riesco per molto tempo.

 

Hai un desiderio che vorresti vedere realizzato?

Sarebbe un peccato non averlo: vorrei abitare in un posto caldo e poter vivere di arte avendo la mia famiglia vicino. Non troppo vicino però! Magari un amante focoso, perché no?

 

Vuoi suggerirci un tema per uno dei prossimi numeri della rivista?

No, preferisco partecipare e scrivere racconti. Adoro le sorprese, dato che poche volte riescono a sorprendermi. Mi piace l’ansia che mi prende quando non so cosa scrivere, per poi accendermi di entusiasmo quando invece sento che sta per arrivare l’idea giusta. Scrivere, lasciatemelo dire alla fiorentina, l’è bello ma l’è un gran fatica!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *