Attilio Mazzoni. Un’interpretazione personale della notte

di Daria Porciatti

 

Attilio Mazzoni è un chimico di 27 anni. Nato e cresciuto fra i monti della Valtellina che ne forgiano irrimediabilmente il carattere, a diciannove anni è partito per l’università e da allora ha vissuto in svariati luoghi, sia in Italia che all’estero. Attualmente vive a Firenze, ma “ci sono troppe cose da vedere nel Mondo” e lui non è sicuro di volersi fermare.

 

Come sei venuto a conoscenza di con.tempo? Raccontaci come hai deciso di partecipare.

Ho conosciuto la vostra iniziativa grazie ad una mia amica scrittrice (che ringrazio!). L’ho trovata interessante, per cui ho deciso di inviarvi un racconto. Non capita tutti i giorni che qualcuno stampi una rivista basata su racconti di scrittori esordienti!

 

Parlaci della genesi del racconto. Nasce espressamente per la rivista? Hai scritto altri racconti prima d’ora? Come è nata l’idea di questa notte così “particolare”?

Sì, ho scritto vari racconti, ma quello con cui ho partecipato al vostro concorso nasce espressamente per la rivista. Ho pensato e ripensato al tema “una voce di notte”, senza alcun risultato. Poi mi è venuta un’idea: “E se provassi a dare un’interpretazione personale della notte?”. E così ho scritto il racconto.

Foto contempo 1

Cos’è per te la scrittura? Un hobby, un momento di evasione? Quanta importanza e quanto spazio ha nella tua vita?

La scrittura è un hobby ed è qualcosa di estremamente gratificante… alla fine! La stesura di un racconto richiede tanti sacrifici, l’idea dello scrittore ispirato che scrive in preda alla spinta creativa e crea un capolavoro è decisamente lontana dalla realtà. Almeno per me, un racconto richiede molta concentrazione in fase di stesura e parecchie revisioni prima di arrivare ad un risultato soddisfacente. Poi, quando è pronto, posso godere del buon risultato (ammesso che buono lo sia davvero!).

 

Nel tuo racconto, una notte e una voce notturna apparentemente misteriose rivelano inaspettatamente la loro natura di difficile, ma anche serena, quotidianità. A te invece cosa suggerisce la notte attraverso le sue voci?

Di notte si notano tutti i rumori che si possono sentire anche di giorno, ma che solitamente passano inosservati a causa dell’enorme “traffico sonoro” della vita quotidiana. Le macchine che passano, i cigolii delle porte, la gente che parla al piano di sopra. Secondo me, di notte capisci davvero com’è fatto il luogo in cui vivi, la gente che ti circonda. Trovo questa cosa molto bella e affascinante. Un po’ meno affascinante al mattino, quando mi sveglio con la sensazione di aver dormito troppo poco.

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Ti aspettavi che il tuo racconto sarebbe stato scelto? Come hai reagito quando lo hai scoperto?

Aspettarmelo forse no, ma sperarlo.. sì! Altrimenti non avrei partecipato al concorso! Ovviamente è stata una bella soddisfazione, anche perché non avevo mai lavorato con un editor ed ero curioso di sperimentare questa revisione “in team”: ero molto curioso di vedere come si sarebbe evoluto il mio testo.

 

Com’è stata la tua esperienza con la redazione di Con.tempo?

L’esperienza è stata sicuramente positiva e formativa. Le molte revisioni che ho ricevuto per un testo breve come il mio mi hanno fatto capire quanti miglioramenti possono essere fatti all’interno anche di una singola frase. Consiglierei questa esperienza a tutti gli aspiranti scrittori: è importante per capire quanto lavoro c’è dietro il testo di un racconto.

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