Storie per la stagione della semina: con.tempo da ZAP

di Elisa Zuri

È passato un po’ di tempo dalla serata di letture organizzata da con.tempo. Sono cresciuti il piacere di ricordare quel momento ed il desiderio che ce ne siano altri.

Alcuni amici hanno detto che è stata una serata speciale. Molti di voi ci hanno poi scritto per chiedere di organizzare presto qualcos’altro.

Mi sono domandata cosa, anche per me, ci sia stato di speciale in quella sera di fine estate.

Cosa è accaduto?

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Quando la mattina ho letto l’indirizzo di ZAP che avrebbe ospitato il nostro evento, ho pensato ‘Non è possibile, qualcosa è sbagliato, non esiste nessun locale in questa strada! Ci sono passata migliaia di volte, ho in mente i palazzi, la chiesa, la prospettiva della via, è una strada storica, non può essere!’

Google Maps, Street View e beh, sì, qualcosa si intravedeva. Con sufficiente anticipo e un po’ di diffidenza mi sono incamminata, ho trovato il vicolo, l’ho seguito, mi sono fermata. Ho alzato la testa. La sorpresa ha disteso tutti i muscoli del viso.

Un cortile storico fiorentino, in pieno centro, in un vicolo insospettabile. Vasi, piante, cartellini informativi, turni di annaffiatura, tavoli per parlare, wifi per approfondire, persone per comunicare, occhi stupiti di essere incredibilmente a Firenze. L’ultima volta che ho visto un orto da coltivare in comune è stato a Berlino e tra quei girasoli sono stata seduta qualche ora pensando che tra i nostri palazzi del Quattrocento avrei avuto nostalgia degli spazi in costruzione. In parte, mi sbagliavo.

Nella borsa avevo i miei racconti.

Per la serata avevamo deciso di leggere dei racconti che si ispirassero al tema del prossimo numero della rivista: “Una voce di notte”.

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Alberto Di Matteo ed io abbiamo letto parole di Kafka, Buzzati, Calvino, della Munro, della Némirovsky e di Pirandello. È stato un grande piacere far vivere immagini dense in un cortile del centro, pulsante di storia e vita, ma la cosa più emozionante è stata alzare lo sguardo dal microfono, cercare occhi a cui raccontare e trovarne tanti. Pensare che, all’inizio della nostra avventura, mi dicevo: ‘ma chi vuoi che sia più interessato ai racconti! Lo faremo solo per noi’. E invece eravate tanti ed erano poche le sedie. Qualcuno ha trovato posto lungo le pareti del cortile, qualcuno si è scelto un ulivo, un limone o la pianta dei pomodori e ha ascoltato.

Sul cortile di ZAP si affacciano un ristorante, una radio, un web magazine d’informazione, progetti, idee che circolano, mani che cooperano. Siamo felici di averne fatto parte e che le nostre storie per un momento siano state un luogo comune in cui ci tutti noi presenti ci siamo fermati con attenzione. È bello che questo sia accaduto dove dei semi erano piantati nella terra. Mi piace pensare che anche i nostri racconti abbiano messo radici, siano stati un punto di partenza per qualcuno, o una sosta di calore per altri.

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Stiamo costruendo il #numerouno di con.tempo.

I sette racconti del prossimo numero sono stati già scelti, stiamo lavorando con gli autori all’editing e tra non molto manderemo in stampa la rivista.

Forse lo spazio da costruire esiste per chi ci crede.

Che ci sia pure un po’ di diffidenza, se serve a stare attenti alla strada, ma occhio agli scorci.

Gli aromi sono inebrianti.

One thought on “Storie per la stagione della semina: con.tempo da ZAP

  1. È vero, Elisa, gli aromi sono inebrianti e creano luoghi fuori dal tempo, in cui il tempo entra a piene mani. Come nel cortile di Zap, attraverso i racconti e le vostre voci. Grazie quindi per la bella iniziativa, e per tutte quelle che vorrete prendere.

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