Case editrici che meritano di più

di Carlo Benedetti

Un po’ in ritardo, ma nel frattempo è uscito il nostro #numerozero, vorremmo farvi scoprire alcune case editrici che abbiamo incontrato ormai quasi tre settimane fa al Salone del Libro di Torino. Case editrici che non troverete facilmente nelle librerie di catena o, a volte, anche in quelle indipendenti.

Non diciamo che siano le migliori, impossibile saperlo. Sono solo quelle che ci hanno incuriosito per un titolo o per la linea editoriale e che, nonostante frequentiamo le librerie più di un alcolista i bar, non vediamo quasi mai in giro per scaffali.

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Ora, ammettiamo che non tutte le case editrici che ci piacciono pubblicano principalmente racconti. Alcune, purtroppo, non ne pubblicano affatto. Ma ce ne sono alcune, ancora molto giovani, acerbe, che invece si dedicano quasi solo ai racconti. Per esempio Gorilla Sapiens Edizioni. Abbiamo visto il Gorilla all’interno dell’incubatore piccoli editori, un’area riservata a case editrici con meno di due anni di vita. Delle loro 11 pubblicazioni, 10 sono raccolte di racconti. Alcune migliori di altre, ma la direzione generale ci piace.

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Hacca Edizioni, invece, nasce nel 2006 e merita una menzione speciale. Grafica curatissima, attraente. Aggiungo anche, per veri bibliofili come noi: una carta che sembra una fedrigroni delle cartiere di Fabriano. Meravigliosa. Pubblicano principalmente narrativa italiana inedita, ma non disdegnano alcune raccolte di racconti. Cercate bene nel catalogo che si scovano vere perle.

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Isbn edizioni è più conosciuta. La si riconosce a colpo d’occhio con il taglio, la superficie dei fogli di un volume chiuso, colorato in rosso o in giallo a seconda della collana. Uno dei titoli di maggior successo negli ultimi anni è stato “Perciò veniamo bene nelle fotografie” di Francesco Targhetta: romanzo in versi che parla dell’assurdo mondo che inizia con la laurea e finisce nella precarietà. Hanno pubblicato più di recente una raccolta di racconti: “Le cose cambiano”, racconti di coming out per combattere l’omofobia attraverso le storie. Oltre che essere bei racconti, sono storie che fanno bene.

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La 66th and 2nd (si legge: sixtiethsix and second) ha due passioni – lo sport e gli scrittori del melting pot internazionale – e due collane che le soddisfano: CollanaAttese per i sogni che accompagnano il gioco e CollanaBazar, un manuale d’istruzioni per orientarsi nel presente multietnico. Della prima, aspettiamo con ansia “Fuori dai Giochi” di F. Scott Fitzgerald, un’antologia che raccoglierà i racconti e i saggi a tema sportivo scitti dall’autore del Grande Gatsby dal 1910 al 1939. Attesa per Ottobre 2014.

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E infine, una grafica più classica, ma sposata a foto tra il surreale e il sorprendente, per Voland, casa editrice che nasce per pubblicare in Italia autori slavi e poi, negli anni, si allarga un po’. Gospodinov Georgi pubblica con loro “…e altre storie”, racconti dalle strutture complicate, quasi labirinti, ma ancorati ad un realismo che non permette voli pindarici. Da leggere.

Dopo questo tour fra le meraviglie dell’editoria Italiana, la domanda che rimane sospesa è sempre la stessa: ma gli Italiani leggono poco perché non amano leggere o perché i libri migliori non arrivano quasi mai sugli scaffali?

 

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