Sebastiano Iannizzotto. Vivere è come annegare

di Francesca Guercioni

Sebastiano Iannizzotto, giovane catanese trapiantato a Torino, laureato in Culture Moderne Comparate, per il #numerozero di Con.tempo ha scritto il racconto Annegare. Impaziente e fantasioso, si cimenta nella produzione casalinga del kefir e ha tentato di suonare l’ukulele, ovviamente – dice – prima che diventasse mainstream.

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Chi è Sebastiano Iannizzotto?

Un ragazzo di 25 anni che sta cercando la propria strada.

 

Che cos’è per te la scrittura?

Una cosa faticosa e difficile, ma allo stesso tempo necessaria e irrimediabile. Se sapessi fare un’altra cosa, la farei di sicuro. Mi aiuta a capire un po’ meglio quello che mi succede, quello che mi circonda.

 

Scrivi regolarmente o solo se spinto da particolari situazioni o stati d’animo?

Non scrivo regolarmente, anzi. Sono piuttosto pigro. Devo costringermi a scrivere. Inchiodarmi sulla sedia e aprire un quaderno che ho comprato apposta. Preferisco evitare il pc, almeno per la prima stesura. Non per un vezzo o per odio nei confronti della tecnologia, ma perché un foglio e una penna mi distraggono meno, mi costringono – ancora una volta – a concentrarmi sulla scrittura, sulle parole, sulla storia.

Più che stati d’animo, quello che mi spinge a scrivere è la storia. Qualcosa che vedo o sento mi fa scattare una scintilla in testa, e attorno a questa scintilla si coagula man mano una storia. Ci penso per un po’, di solito per giorni, fino a quando non sento che è venuto il momento di darle una forma.

 

Possiamo dire che per te scrivere è una vera e propria passione?

Roberto Bolaño, la mia personale ossessione, disse che, tra scrivere e leggere, preferiva di gran lunga la seconda attività. Anch’io la penso così. Leggere è la mia vera passione. Scrivere mi costa fatica, ma a volte mi regala momenti di puro piacere, per esempio quando mi rileggo un giro di frase e lo sento suonare proprio bene. Scrivere, per me, è come giocare a rugby: faticoso, bello, liberatorio a volte, ma lascia dei gran lividi addosso.

 

Dici «mi rileggo un giro di frase e lo sento suonare proprio bene». C’è per te una sorta di connessione tra la scrittura e la musica?

Più che con la musica in senso stretto, direi con il ritmo. La musica usa le note, la scrittura le parole. Entrambe hanno gli stessi scopi: esprimere qualcosa (uno stato d’animo, un’emozione), comunicare, raccontare una storia. Per raggiungere questi obiettivi, il ritmo è fondamentale, diventa veicolo di significati, arricchisce.

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Hai frequentato corsi di scrittura creativa?

Frequento il master in storytelling della Scuola Holden.

 

C’è uno scrittore al quale ti ispiri?

Negli anni mi sono creato una famiglia di scrittori di riferimento: Julio Cortázar, Roberto Bolaño, Juan Rulfo, Juan Carlos Onetti, Anton Cechov, Raymond Carver, Jennifer Egan. E Matt Berninger dei The Narional.

 

Se dovessi raccontare, senza svelare particolari importanti, il tema portante del tuo racconto cosa diresti?

Racconta la necessità di fare i conti con il proprio passato per diventare adulti.

 

Quanto c’è di autobiografico in “Annegare”?

Molto, non tutto.

 

Se potessi vedere il tuo racconto rappresentato a teatro o al cinema, a quali attori noti al grande pubblico affideresti le parti?

Sicuramente Natalie Portman nel ruolo di Martina. Il narratore e protagonista potrebbe essere Jared Leto.

 

Che ne è stato di Martina?

Martina – il nome è fittizio – è diventata una parte fondamentale della mia vita. è diventata una sorta di editor, la mia prima lettrice. Mi dà sempre ottimi consigli perché conosce il mestiere, scrive anche lei dei bellissimi racconti, riesce ad entrare in profondità dentro la mia scrittura e spesso capisce in modo cristallino delle cose che nemmeno per me erano chiare. In questo momento non riuscirei a immaginarmi senza di lei. Mi piacerebbe costruire qualcosa con lei, per la prima volta, mi sembra di poter pensare al futuro in due.

3 thoughts on “Sebastiano Iannizzotto. Vivere è come annegare

    1. Grazie!
      E un grazie speciale va a tutta la redazione di con.tempo, che sta portando avanti con impegno un progetto rivoluzionario e bellissimo. Continuate così!
      S.

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